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Recupero e riutilizzo delle acque: piovane e grigie nel progetto edilizio


Recupero acque piovane e grigie: schema di applicazione degli impianti in abitazione e in condominio

In un’abitazione l’acqua entra da una sola rete, potabile, e viene usata per tutto: bere, cucinare, lavarsi, sciacquare il WC, fare il bucato, innaffiare. La ripartizione dei consumi domestici pro capite dice però un’altra cosa: la maggior parte di questi usi non ha bisogno di acqua potabile.

Lo sciacquone del WC pesa il 30% del consumo giornaliero pro capite, la cura personale un altro 30%, il bucato il 10%, l’irrigazione il 7,5%, le pulizie il 2,5%. Solo l’uso alimentare e il lavaggio delle stoviglie richiedono davvero acqua di qualità potabile. Circa metà del prelievo quotidiano da acquedotto potrebbe quindi essere coperta da acqua meno pregiata, se l’edificio fosse predisposto per riceverla.

Questa predisposizione è una scelta di progetto. Vediamo da dove arriva l’acqua da recuperare, come si tratta, dove si accumula e cosa cambia nell’impianto idraulico.

Le due fonti di acqua recuperabile

Un edificio ha due fonti realistiche di acqua non potabile.

Le acque meteoriche. Sono l’acqua piovana raccolta dalle coperture. Fonte pulita e semplice da intercettare, con un limite evidente: la disponibilità segue la stagione. In un’estate secca la riserva si esaurisce proprio quando l’irrigazione ne chiederebbe di più.

Le acque grigie. Sono le acque di lavabi, docce, vasche da bagno e lavatrici, esclusi i lavelli di cucina (che rientrano nelle acque bionde e vanno al degrassatore). Sono meno pulite della pioggia e richiedono un trattamento vero, ma hanno un vantaggio che la pioggia non ha: scorrono ogni giorno, tutto l’anno, in quantità proporzionale al numero di persone che vivono nell’edificio.

Le due fonti si integrano bene. Nei progetti dove entrambe sono presenti, il recupero grigie garantisce la continuità del servizio quando manca la pioggia, e l’eventuale eccesso di acqua grigia depurata può essere convogliato nell’accumulo delle piovane.

Recupero acque piovane: come funziona un impianto BioBlu

Un impianto di recupero acqua piovana è una catena di componenti, e ognuno risolve un problema specifico.

  • Serbatoio di accumulo: riceve l’acqua dai pluviali. È la voce che decide il dimensionamento: troppo piccolo si svuota subito, troppo grande tiene acqua ferma.
  • Filtro parafoglie, troppo pieno e tubo decantatore: il filtro trattiene foglie e detriti dalla copertura, il troppo pieno scarica l’eccesso quando il serbatoio è colmo, il tubo decantatore fa entrare l’acqua senza rimescolare i sedimenti depositati sul fondo.
  • Serbatoio di servizio con valvola unidirezionale: fa da polmone verso le utenze e impedisce il ritorno verso la rete.
  • Pompa di pressurizzazione: porta l’acqua recuperata alle utenze alla pressione di esercizio.
  • Centralina di comando: gestisce l’automazione. Quando la riserva piovana si esaurisce, commuta l’alimentazione sulla rete di acquedotto e le utenze non si accorgono del passaggio.


Impianto BioBlu di recupero acqua piovana con serbatoio di accumulo interrato e irrigazione del giardino

Il risultato è acqua adatta a sciacquone WC, lavatrice, pulizie, lavaggio auto e irrigazione. Per la lavatrice c’è un vantaggio in più: l’acqua piovana è naturalmente povera di calcare.

Recupero acque grigie: cosa fa un impianto Biogrigio

Le acque grigie non si possono riutilizzare tal quali. Contengono saponi, residui organici, capelli e sedimenti, e senza trattamento diventerebbero un problema igienico nel giro di poche ore. Il trattamento avviene in fasi:

  • Sedimentazione primaria: i solidi pesanti scendono sul fondo, i corpi leggeri come i capelli restano in superficie. Entrambi vengono allontanati verso lo scarico.
  • Ossidazione biologica: l’insufflazione di aria alimenta i microrganismi che degradano il carico organico, trasformandolo in sostanze semplici.
  • Ultrafiltrazione a membrana (MBR): il refluo attraversa una membrana che trattiene ciò che resta. L’acqua filtrata, il permeato, viene estratta per suzione e inviata all’accumulo.
  • Disinfezione e stoccaggio: l’acqua depurata viene accumulata in attesa dell’uso, con lampada UV a garantirne l’igiene nel tempo.

È la scelta per le utenze che producono acque grigie in quantità, come alberghi, scuole e condomini. Nella Eurosky Tower di Roma le due linee convivono: 80.000 litri di accumulo piovane al 29° piano e 24.000 litri al giorno di grigie al piano interrato.

L’accumulo: serbatoi da esterno e da interro

Ogni sistema di riuso ha bisogno di un volume dove l’acqua aspetta di essere usata. Le due famiglie si scelgono in base allo spazio disponibile e al volume.

Serbatoi da esterno. Monoblocco in polietilene, leggeri e rapidi da posare, con attacchi di carico, scarico e svuotamento totale e tappo filettato con sfiato. Esistono anche versioni pensate per restare a vista negli spazi verdi, con grata parafoglie integrata, quando il serbatoio deve raccogliere l’acqua dei pluviali senza essere nascosto.

Serbatoi da interro. Quando il volume cresce o non c’è spazio in superficie. Sono disponibili in versione monoblocco cilindrica oppure modulare, saldata a elettrofusione a passaggio totale, con nervature di irrigidimento e fori per l’ancoraggio alla platea. In questa famiglia si arriva ai grandi volumi richiesti dai progetti condominiali e industriali.

Il polietilene rotostampato di Starplast è conforme al D.M. 174/2004 per il contatto con acqua destinata al consumo umano. È un dettaglio che conta quando lo stesso serbatoio deve servire anche come riserva antincendio o accumulo di acqua potabile.

Biogrigio Home: il recupero acque grigie per la singola abitazione

Fino a poco tempo fa il recupero delle acque grigie aveva senso economico soprattutto sui grandi numeri. Biogrigio Home porta la stessa catena di trattamento dentro una singola abitazione, in un monoblocco in polietilene pensato per stare in un locale tecnico o all’esterno sotto copertura.


Biogrigio Home in locale tecnico: recupero delle acque grigie e rete non potabile verso cassetta WC e giardino

Caratteristica Valore
Modello BGR HE 500
Volume totale 500 litri
Acqua di recupero stoccata 330 litri
Portata in uscita 25 litri/minuto
Pressione 3,0 bar
Alimentazione 230 V / 50 Hz / 1,0 kW
Consumo 30 W/h
Dimensioni (L x La x h) 1200 x 740 x 1320 mm
Peso 150 kg

Dentro ci sono sedimentazione primaria a tre vasche con pulizia automatica dei residui, comparto di ossidazione biologica con compressore a membrana, ultrafiltrazione MBR, pompa sommersa per l’alimentazione delle utenze, lampada UV, contalitri digitale e quadro elettrico con PLC. Il funzionamento è automatico e non richiede prodotti chimici.

Manutenzione. La rimozione di capelli e sedimenti avviene da sola, in ciclo programmato. Una volta all’anno serve l’intervento di un tecnico, con estrazione e lavaggio della membrana di ultrafiltrazione a getto d’acqua corrente.

Cosa cambia nell’impianto idraulico: la doppia rete

Questo è il punto che decide se il riuso è fattibile, e si affronta in fase di progetto. Nei lavori pubblici è anche un requisito: i nuovi CAM Edilizia chiedono la doppia rete in nuova costruzione e nelle ristrutturazioni importanti.

Un edificio predisposto al riuso ha due reti di distribuzione: quella dell’acqua potabile e quella dell’acqua non potabile recuperata. La convenzione cromatica italiana identifica le tubazioni con colori distinti, e la linea dell’acqua non potabile è verde.

La rete verde deve raggiungere i punti di utilizzo che non richiedono potabilità:

  • cassetta di scarico del WC
  • lavanderia
  • irrigazione del giardino

Due obblighi pratici accompagnano la rete non potabile: la rubinetteria di presa deve avere un sistema di sicurezza che impedisca l’uso involontario, in particolare da parte dei bambini, e ogni punto di presa deve riportare il cartello ACQUA NON POTABILE.

In nuova costruzione il costo aggiuntivo è contenuto: si tratta di posare una tubazione supplementare mentre l’impianto è già in lavorazione, e la separazione degli scarichi per tipologia (bionde, grigie, nere) è ormai prassi progettuale.

In ristrutturazione conviene agganciare l’intervento al rifacimento del bagno, quando le tubazioni sono comunque da rifare. Poiché i bagni sono quasi sempre sul perimetro dell’edificio, le nuove tubazioni di scarico e mandata possono correre all’esterno, evitando demolizioni estese.

Cosa chiedono i nuovi CAM Edilizia in materia di acque

Dal 2 febbraio 2026 sono obbligatori i nuovi Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia (D.M. 24 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre 2025), che sostituiscono il D.M. 256/2022. Per i progetti già validati sotto il decreto precedente è previsto un regime transitorio, a condizione che la gara sia pubblicata entro tre mesi dalla validazione.

Sul tema acque il decreto tocca tre punti che riguardano direttamente il progetto idraulico:

  • Raccolta, trattamento, accumulo e riuso delle acque meteoriche, che il decreto chiede esplicitamente.
  • Reti separate di scarico per acque meteoriche, grigie e nere, e doppia rete di distribuzione tra acqua potabile e non potabile, in nuova costruzione e nelle ristrutturazioni importanti.
  • Riuso delle acque grigie, previsto come criterio premiante.

Negli appalti pubblici il riuso diventa quindi un requisito di gara. Per chi progetta cambia soprattutto quando si decide: la predisposizione va messa a disegno insieme alle tubazioni.

Quale soluzione per quale caso

Esigenza Soluzione Note
Riutilizzare l’acqua piovana delle coperture Impianto BioBlu + serbatoio di accumulo Dipende dalla stagionalità, prevedere integrazione da rete
Riutilizzare le acque grigie su utenze numerose Impianto Biogrigio Alberghi, scuole, condomini; disponibilità costante
Riutilizzare le acque grigie in una singola casa Biogrigio Home (BGR HE 500) Monoblocco 500 l, nuova costruzione o ristrutturazione
Accumulo fuori terra, volumi contenuti Serbatoio da esterno in PE Posa rapida, versioni a vista per giardino
Accumulo interrato, volumi grandi Serbatoio da interro monoblocco o modulare Modulare saldato a elettrofusione per i volumi maggiori
Accumulo che serve anche riserva antincendio o potabile Serbatoio in PE conforme D.M. 174/2004 Verificare la destinazione d’uso in progetto

Dal progetto al cantiere

Il riuso dell’acqua non si aggiunge a edificio finito. Si dimensiona sui consumi reali, sulla superficie di raccolta disponibile e sul numero di utenti, e si traduce in tubazioni che devono essere già a disegno. Aggiungere una rete non potabile dopo significa quasi sempre demolizioni, e a quel punto il conto economico non torna più.

Starplast affianca il professionista dalla configurazione alla verifica funzionale, con schede tecniche complete e assistenza alla posa.

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Domande frequenti

Quali sono le acque grigie e in cosa si distinguono dalle acque nere?

Le acque grigie provengono da lavabi, docce, vasche da bagno e lavatrici. Le acque nere sono quelle degli scarichi WC e vanno alla fossa Imhoff o all’impianto di depurazione. Restano fuori dalle grigie anche le acque bionde, cioè quelle dei lavelli di cucina, che per il contenuto di grassi vanno avviate a un degrassatore.

Per cosa si può usare l’acqua recuperata?

Per tutti gli usi che non richiedono potabilità: sciacquone WC, lavatrice, pulizie, lavaggio auto e irrigazione. Non è acqua potabile e ogni punto di presa deve essere segnalato con il cartello ACQUA NON POTABILE.

Posso installare un impianto di recupero acque grigie in una casa esistente?

Sì. Biogrigio Home è progettato anche per l’installazione su edifici esistenti. L’intervento più conveniente è quello agganciato al rifacimento del bagno, con le nuove tubazioni di scarico e mandata fatte correre all’esterno dell’edificio.

Quanto spazio serve per Biogrigio Home?

L’ingombro è di 1200 x 740 x 1320 mm, con piedini regolabili e pannello rimovibile per la manutenzione. Può stare in un locale tecnico o all’esterno, purché protetto da una copertura adeguata.

Meglio recuperare l’acqua piovana o le acque grigie?

Dipende dal profilo di consumo. Il recupero piovano è più semplice ma stagionale, quello grigio è costante tutto l’anno perché legato all’uso dei bagni. Sui progetti dove entrambi sono praticabili si integrano: le grigie coprono i periodi senza pioggia e l’eventuale eccedenza può confluire nell’accumulo delle piovane.

Il recupero delle acque conta ai fini dei CAM?

Sì, e dal 2026 conta di più. I nuovi CAM Edilizia (D.M. 24 novembre 2025, obbligatori dal 2 febbraio 2026, che sostituiscono il D.M. 256/2022) chiedono la raccolta e il riuso delle acque meteoriche e la doppia rete di distribuzione tra acqua potabile e non potabile in nuova costruzione e nelle ristrutturazioni importanti. Il riuso delle acque grigie è previsto come criterio premiante.

Che manutenzione richiede un impianto di recupero acque grigie?

Sul Biogrigio Home la rimozione di capelli e sedimenti è automatica. La manutenzione straordinaria è annuale e va eseguita da un tecnico specializzato: comprende l’estrazione della membrana di ultrafiltrazione e il lavaggio con getto d’acqua corrente.

Stai valutando il riuso dell’acqua in un progetto?

Il dimensionamento parte dai consumi reali dell’edificio e dalla superficie di raccolta. Possiamo affiancarti dalla scelta della configurazione alla verifica funzionale.

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Una sintesi di questi temi è uscita anche sulla rivista tecnica arkitectureonweb.